L’Etna scrive un nuovo capitolo, con protagonista l’anziano cratere di Nord-Est che, dopo quasi 28 anni, è tornato al centro dell’attenzione per le fontane di lava emesse.
Ad annunciarlo, il vulcanologo dell’Ingv-Osservatorio etneo di Catania, Boris Behncke, con una nota su Facebook, in cui ha evidenziato la vicenda legata al più “anziano” dei quattro crateri sommitali dell’Etna, che ha fatto registrare soltanto oggi due parossismi: fontane di lava ed emissione di nube eruttiva.
“Per molti anni – ha ricordato Boris Behncke – è stato quello che non faceva altro che brontolare un po’ in profondità, alcune volte faceva registrare addirittura anche un’attività stromboliana un po’ più intensa sul fondo craterico, ma niente di più.
Due volte sembrava volesse partire – il 18 maggio 2016 e il 12 settembre 2019 – ma poi è partita la Voragine e lui si è arreso, contrariamente al “fratello” minore, il cratere di Sud-Est, che ha fatto registrare più di 100 parossismi solo negli ultimi 15 anni”.
Il Nord-Est, sottolinea ancora Boris Behncke, è il più anziano dei quattro attuali crateri sommitali dell’Etna e per oltre 40 anni è stato il punto più alto del vulcano, prima di essere superato, nell’estate del 2021, dal cratere di Sud-Est.
Dunque, dopo l’ultimo caso isolato di parossismo registrato nel cratere di Nord-Est nella notte tra il 27 e il 28 Marzo 1998, il 27 Dicembre del 2025, dopo ben 28 anni, l’anziano della famiglia sembra essersi svegliato, contribuendo alla spettacolare attività dell’Etna.