Loro sono le Ntuppatedde e a Catania, durante le festività agatine camminano e danzano tra le candelore, vestite di bianco, con un velo in volto e un fiore rosso in mano

Occhi che sfidano il mondo.
Passi che non chiedono permesso.
Loro sono le Ntuppatedde e a Catania, durante le festività agatine camminano e danzano tra le candelore, vestite di bianco, con un velo in volto e un fiore rosso in mano
Per loro ogni movimento è libertà, ogni sguardo è un “no” pronunciato senza dire alcuna parola.
Ma facciamo un passo indietro, giusto di qualche secolo: il nome ‘Ntuppatedde deriva dal siciliano “Tuppa”, la membrana che protegge le lumache.
Queste donne infatti, uscivano con un velo in volto durante i festeggiamenti per nascondere la propria identità, per sentirsi libere da ogni regola, da ogni costrizione.
Loro non potevano che ispirars ad Agata, una donna che ha detto no e che ha difeso la propria libertà fino alla fine.
Oggi le Ntuppatedde sono guidate da Elena Rosa, artista e performer, e camminano per strada invocando a gran voce quella liberta che Agata ha difeso sacrificando la sua stessa vita.