A Catania il dibattito è acceso, più delle griglie. Dopo la proposta presentata al Senato della Repubblica per vietare la macellazione della carne di cavallo, in città si è aperta una discussione che va oltre la politica e arriva dritta nei piatti dei catanesi.
La carne equina, da sempre protagonista di alcune preparazioni tipiche locali, rappresenta per molti un elemento identitario della tradizione gastronomica etnea. Dalle storiche macellerie alle bancarelle che arrostiscono polpette e salsicce lungo le strade cittadine, il consumo di carne di cavallo è parte di un rito collettivo che unisce generazioni.
La proposta di legge ha però acceso un confronto acceso tra favorevoli e contrari. C’è chi difende con forza una consuetudine radicata nel tempo, sottolineando il valore culturale ed economico che essa riveste per il territorio. Altri, invece, guardano al cambiamento con sensibilità diverse, richiamando motivazioni etiche e una maggiore attenzione al benessere animale.
Siamo scesi in strada per ascoltare voci, opinioni e reazioni: tra i banchi dei mercati e nelle piazze del centro emerge una città divisa ma pronta al confronto. Perché a Catania il cibo non è solo nutrimento, ma identità, memoria e appartenenza.