Sulle note di A muso duro di Pierangelo Bertoli, Santi Consoli fa il suo ingresso sul palco della Sala Harpago, accolto da applausi, per celebrare sessant’anni di teatro insieme a colleghi e amici. A presentarlo, la giornalista Elisa Guccione e l’attore Gino Astorina.
Nel suo libro Il mio posto in ultima fila, Consoli ripercorre una lunga carriera iniziata nel 1966: sogni, difficoltà, successi e scelte controcorrente raccontati con passione e senza filtri. Un’opera maturata in otto anni, che diventa anche occasione per togliersi “qualche sassolino”, tra aneddoti personali e riflessioni sulla gestione culturale della città.
Figlio del giornalista Giuliano Consoli, l’attore rivendica con orgoglio il suo percorso da “amatore”, preferito al professionismo per mantenere libertà e indipendenza, lontano da compromessi e logiche di potere. Una scelta che ha segnato tutta la sua carriera, costellata da collaborazioni con nomi importanti come Michele Abruzzo, Mario Scaccia, Lea Padovani e Leo Gullotta, oltre a esperienze sul piccolo schermo come Il Commissario Montalbano.
Nel corso degli anni, Consoli ha promosso anche iniziative come il “Premio Scena” e il “Premio Musco”, con l’obiettivo di sostenere il mondo teatrale. Un percorso costruito con coerenza, sempre fedele a sé stesso e all’amore per il palcoscenico, che continua a raccontare come scelta di vita prima ancora che professione.