Che cosa ci fanno piatti e murales nel cuore di San Cristoforo?
Queste non sono solo opere, hanno un significato più profondo, raccontano una storia accaduta proprio 50 anni fa. 4 bambini uccisi dalla mafia, perché deridevano il potere mafioso e perché avevano rubato una borsa alla mamma di Nitto Santapaola. Si chiamavano Riccardo, Giovanni, Lorenzo e Benedetto. Erano ragazzi di strada e avevano solo fra 12 e 15 anni. E pensa che fino ad oggi non c’è una sentenza sulla sui responsabili di queste morti.
Proprio ieri era l’anniversario di questa tragedia e la Città dei ragazzi ha organizzato un evento di ricordo chiamato “Memoria che diventa Responsabilità”, promosso dal Patto Educativo Territoriale e di Sviluppo Sociale della Comunita di San Cristoforo.
Che cosa ci fanno piatti e murales nel cuore di San Cristoforo?
Queste non sono solo opere, hanno un significato più profondo, raccontano una storia accaduta proprio 50 anni fa. 4 bambini uccisi dalla mafia, perché deridevano il potere mafioso e perché avevano rubato una borsa alla mamma di Nitto Santapaola. Si chiamavano Riccardo, Giovanni, Lorenzo e Benedetto. Erano ragazzi di strada e avevano solo fra 12 e 15 anni. E pensa che fino ad oggi non c’è una sentenza sulla sui responsabili di queste morti.
Proprio ieri era l’anniversario di questa tragedia e la Città dei ragazzi ha organizzato un evento di ricordo chiamato “Memoria che diventa Responsabilità”, promosso dal Patto Educativo Territoriale e di Sviluppo Sociale della Comunita di San Cristoforo.
Questa giornata è stata pensata non solo per ricordo ma per cercare di costruire una comunità nel quartiere.
Perché il senso di comunità è l’antidoto all’isolamento e alla marginalità.