A ridosso della scadenza del taglio generalizzato delle accise fissata per il 17 settembre, l’esecutivo si prepara a voltare pagina. L’obiettivo è archiviare la misura universale, finora costata oltre 2,6 miliardi di euro, per virare su sostegni più selettivi ed evitare di avvantaggiare i redditi più alti.

Sul tavolo del nuovo decreto energia ci sono diverse opzioni mirate: un bonus tramite fringe benefit aziendali fino a 200 euro per i dipendenti, un fondo basato sull’Isee sotto i 20.000 euro con buoni benzina fino a 100 euro, e specifiche tutele fiscali per partite IVA, artigiani e trasporti.

Il nodo cruciale resta il reperimento delle coperture finanziarie in tempi strettissimi, con la maggioranza al lavoro per trovare una quadra prima dello stop alla proroga.