Turni massacranti, stipendi non adeguati, carichi di lavoro insostenibili e il rischio costante di aggressioni all’interno dei reparti: il sistema sanitario regionale è al limite. I recenti dati stilati dal rapporto GIMBE e da Anaao Assomed evidenziano un quadro critico. Nel 2025 si è assistito a una crescita esponenziale delle dimissioni volontarie (+150%), con un numero sempre maggiore di medici e dirigenti sanitari che scelgono di abbandonare le strutture pubbliche.

Turni massacranti, stipendi non adeguati, carichi di lavoro insostenibili e il rischio costante di aggressioni all’interno dei reparti: il sistema sanitario regionale è al limite. I recenti dati stilati dal rapporto GIMBE e da Anaao Assomed evidenziano un quadro critico. Nel 2025 si è assistito a una crescita esponenziale delle dimissioni volontarie (+150%), con un numero sempre maggiore di medici e dirigenti sanitari che scelgono di abbandonare le strutture pubbliche.

A questo scenario si aggiunge una perdita economica rilevante: oltre 240 milioni di euro all’anno spesi per la migrazione sanitaria verso le regioni del Nord. Con reparti in forte affanno e la gestione delle emergenze nei pronto soccorso sempre più incerta, le difficoltà della sanità regionale continuano a ripercuotersi direttamente sulla salute e sui servizi offerti ai cittadini.