Ci sono cassetti che non hanno bisogno di chiavi. Si aprono da soli, trascinandosi dietro un profumo inconfondibile di palcoscenico, di telecamere accese e di un affetto che il tempo non riesce a scalfire.
In quel cassetto dei ricordi, per Salvo La Rosa, c’è sempre lui: il gigante, il maestro per eccellenza, Pippo Baudo.

Ci sono cassetti che non hanno bisogno di chiavi. Si aprono da soli, trascinandosi dietro un profumo inconfondibile di palcoscenico, di telecamere accese e di un affetto che il tempo non riesce a scalfire.
In quel cassetto dei ricordi, per Salvo La Rosa, c’è sempre lui: il gigante, il maestro per eccellenza, Pippo Baudo.
Avere avuto la fortuna immensa di incontrarlo, di confrontarsi artisticamente con chi ha fatto la storia della televisione italiana, è un privilegio che Salvo porta ogni giorno nel cuore. Ma la cosa più bella — quella che custodisce gelosamente non è soltanto il professionista straordinario che tutti conoscono ma è l’uomo.
Le risate fuori onda, i consigli sussurrati, i momenti di vita privata condivisa. Perché Pippo è stato un punto di riferimento insostituibile, un padre artistico e un amico sincero che ha insegnato cosa significhi davvero amare questo mestiere.

Redazione Dieci Catania
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