C’è un luogo a Catania che riesce a sembrare antico pur essendo relativamente recente. È Piazza I Viceré, realizzata tra il 1995 e il 1998 nel quartiere Barriera–Canalicchio, accanto al castello di via Leucatia.

C’è un luogo a Catania che riesce a sembrare antico pur essendo relativamente recente. È Piazza I Viceré, realizzata tra il 1995 e il 1998 nel quartiere Barriera–Canalicchio, accanto al castello di via Leucatia.
Il progetto, firmato dall’architetto Ivan Castrogiovanni, si ispira a un acquedotto seicentesco dei Benedettini, oggi scomparso. Ma il legame con la storia va ancora più indietro: a circa trecento metri si trova la sorgente della Licatìa, che alimentava un acquedotto romano già nel III secolo.
La piazza colpisce per l’uso della pietra lavica, declinata in diverse tonalità, e per una pavimentazione leggermente concava che crea un effetto ottico particolare. Attorno, tre portali decorati richiamano l’architettura barocca etnea, mentre l’area verde completa lo spazio con alberi e percorsi pedonali.
Il nome richiama il “Belvedere” raccontato da Federico De Roberto nel romanzo I Viceré, creando un ponte tra letteratura e territorio.
Oggi Piazza I Viceré è uno spazio vissuto, tra mercato rionale e momenti di socialità, ma conserva una particolarità rara: racconta più epoche insieme, in un unico colpo d’occhio.

Biagio Petronaci
Biagio Petronaci
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