Per quasi 400 anni la nostra Sicilia è stata in mano all’Impero Romano d’Oriente…o conosciuti anche come romei o meglio ancora: i bizantini, che hanno lasciato nell’Isola un’impronta importantissima.
Anche Catania è stata bizantina e oggi c’è ancora un reperto che profuma di storia e racconta un passato importante della storia della città: la Cappella Bonajuto.
Per quasi 400 anni la nostra Sicilia è stata in mano all’Impero Romano d’Oriente…o conosciuti anche come romei o meglio ancora: i bizantini, che hanno lasciato nell’Isola un’impronta importantissima.
Anche Catania è stata bizantina e oggi c’è ancora un reperto che profuma di storia e racconta un passato importante della storia della città: la Cappella Bonajuto.
La cappella è collocata all’interno del barocco palazzo Bonajuto, nel popolare quartiere catanese della Civita. Si presenta a croce greca con pianta quadrata, cupola e tre absidi in forma simile alla cuba bizantina presente in Sicilia.
L’edificio è arricchito di testimonianze medioevali e quattrocentesche, ed è scampato ai diversi terremoti che hanno colpito la città, come quello del 1693.
La famiglia Bonajuto prese possesso della cappella a partire dal Quattrocento e nel secolo successivo vi edificò la propria residenza. Sino all’insediamento dei Bonajuto la cappella era dedicata al SS.Salvatore. Nel XVIII secolo quando la cappella fu oggetto di restauri e ristrutturazione dell’ingresso, questa fu meta del viaggio del pittore francese Jean Houel.
La cappella è stata restaurata da Paolo Orsi e Sebastiano Agati negli anni trenta. Oggi è visitabile ed è una delle meraviglie senza tempo della nostra Catania.