La crisi climatica nel Mediterraneo non riguarda solo la pesca, ma sta modificando in profondità il plancton, base dell’ecosistema marino. Una ricerca dell’Università Autonoma di Barcellona, pubblicata su Global and Planetary Change, ha analizzato i sedimenti del Mare di Alboran e dello Stretto di Sicilia, mostrando che negli ultimi decenni il plancton sta assumendo caratteristiche sempre più tropicali.

Dall’era industriale è aumentata la varietà dei coccolitofori, mentre è diminuita quella dei foraminiferi. Il riscaldamento delle acque, la maggiore stratificazione e l’ingresso di specie attraverso il Canale di Suez favoriscono organismi adatti ad ambienti poveri di nutrienti. L’espansione di Gephyrocapsa oceanica ne è un esempio.

Questi cambiamenti possono avere effetti a catena: alterano la disponibilità di cibo per molte specie marine, incidono sulla produttività della pesca e sulla capacità del mare di assorbire carbonio, confermando la crescente vulnerabilità del Mediterraneo al cambiamento climatico.