In dieci anni circa 56 mila laureati hanno lasciato la Sicilia. E tra il 2019 e il 2024 il deficit di laureati nell’Isola ha raggiunto circa 3 mila unità.

Il problema è soprattutto il saldo: mentre al Nord i laureati che partono vengono compensati dall’arrivo di professionisti dall’estero, in Sicilia partono più talenti di quanti ne arrivino.

Un fenomeno che riguarda anche Catania: un immatricolato siciliano su quattro studia fuori regione, mentre le imprese faticano a trovare migliaia di lavoratori con competenze digitali avanzate, soprattutto nell’intelligenza artificiale.

E anche gli stipendi pesano: a tre anni dalla laurea, chi resta in Sicilia guadagna in media 1.549 euro netti al mese, contro i 1.654 euro della media nazionale.

Per la Cisl di Catania serve quindi un nuovo Patto Generazionale che metta al centro giovani, formazione, lavoro di qualità, innovazione e sviluppo del territorio.