Chiedere aiuto psicologico in Sicilia significa spesso scontrarsi con un muro: spendere fino a 90 euro a seduta da un privato o attendere anche sei mesi nel settore pubblico. Una barriera che trasforma il benessere mentale in un lusso, proprio mentre un giovane su due sotto i 25 anni fa i conti con ansia e depressione.
Chiedere aiuto psicologico in Sicilia significa spesso scontrarsi con un muro: spendere fino a 90 euro a seduta da un privato o attendere anche sei mesi nel settore pubblico. Una barriera che trasforma il benessere mentale in un lusso, proprio mentre un giovane su due sotto i 25 anni fa i conti con ansia e depressione.
Il malessere affonda le radici anche nella mancanza di prospettive e nella precarietà lavorativa, che espone otto italiani su dieci al rischio burnout. Nell’isola, dove oltre un quarto dei ragazzi non studia e non lavora e in centomila sono emigrati negli ultimi sette anni, il sistema sanitario fatica a dare risposte preventive, arrivando a contare il doppio dei ricoveri psichiatrici forzati rispetto al resto del Paese.
Per invertire la rotta, la Regione ha avviato il servizio di psicologia delle cure primarie: una rete di professionisti pubblici affiancati ai medici di base per offrire un primo ascolto accessibile a tutti. Dopo il via libera nella provincia di Messina, si attende ora l’estensione del progetto al resto della Sicilia per garantire davvero a chiunque il diritto di curarsi.