Uno studio condotto da ricercatori dell’INGV e dell’Università di Milano-Bicocca ha ricostruito 160 anni di evoluzione dei crateri sommitali dell’Etna, dal 1865 al 2024, attraverso una “macchina del tempo” fotogrammetrica che integra mappe storiche, foto aeree, immagini satellitari e rilievi da drone. La ricerca documenta il passaggio da un unico grande cratere Centrale a un sistema policentrico composto da quattro crateri attivi (Voragine, Bocca Nuova, Nord-Est e Sud-Est), ciascuno caratterizzato da dinamiche proprie, come la marcata crescita del Sud-Est verso est o l’espansione della Voragine. Inoltre, il progetto ha tradotto questi modelli digitali in stampe 3D, permettendo anche alle persone non vedenti di esplorare tattilmente le trasformazioni della sommità del vulcano.